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Il tavolo per il bulino deve essere alto, dotato di forti gambe, unite da una doppia asta. Le tavole larghe incollate, preferibilmente in quercia, devono avere motivi fantasiosi e forme flessuose; la superficie dall'aspetto naturale, come non laccata, con il tempo diventa più liscia e vellutata al tatto. Una tavola così può essere pulita da una strigliata di spazzola e poi nutrita con olio, si colora così di un marrone profondo e caldo e le venature sono più visibili.

Sulla tavola si trova un sacchetto in pelle, riempito di sabbia di fiume, e sopra questo la lastra in rame. Il sacchetto, dalla forma di una palla appiattita, facilita la rotazione della lastra. Girando la lastra si possono intagliare, con la punta immobile, degli archi, dei cerchi e delle linee a zigzag, in poche parole si può cambiare il corso della linea. Di fronte uno schermo – un pannello in plexiglas color latte, grazie al quale la lastra di rame diventa leggibile. Serve per vedere ogni incrinatura, la minima imperfezione, ma sopratutto per osservare la nascita del disegno.

Qui sul tavolo da lavoro, ogni cosa ha il suo posto prestabilito, ogni oggetto aspetta con pazienza il suo turno. Dal lato destro gli strumenti, alcuni nei fori di un dado in legno, per essere presi con facilità. Sono: aghi, raschietti in acciaio per staccare i trucioli in rame, raschini dalle pance lucenti, berceaux e i bulini, affilati e limati di fresco, con foderi di sughero. Per identificare quelli storpi, con le punte danneggiate si usano delle piccole, ma spesse, lenti d'ingrandimento. Queste, con manici speciali, sono appese sopra l'affilatrice per controllarne il processo. Sulla sinistra lo specchio, che rovescia il disegnato destinato alla realizzazione. Sul tavolo si trovano anche le idee, gli schizzi (sovente risalenti a diversi anni prima), che possono diventare attuali all'improvviso. Queste tracce di pensiero vengono sostenute dalle mani, la mano provoca un pensiero e il dialogo continua. Il tempo risolve molti tentennamenti, il tempo è un alleato delle idee. La fretta attira la superficialità e la mediocrità, per questo sul tavolo da bulino il tempo deve scorrere lentamente. Il vecchio orologio, con il quadrante smaltato, rinchiuso nella sua cassa d'argento, spesso si ferma, facendo intendere di sbrigarsi lentamente.

Questa tavola ha quasi 500 anni, bisogna quindi avere rispetto per chi c'è stato seduto prima. Di tavole come queste ce ne sono poche, forse qualcuna in Europa, una dozzina nel mondo, in Polonia si possono contare sulle dita di una mano.

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